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Garda (VR)
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Viaggio nell'era glaciale

Tour nel Garda trentino

Un incredibile viaggio alla scoperta di un mondo scomparso, da Torbole alla valle dei Laghi, tra marmitte dei giganti, distese lunari, orme dei dinosauri, pozzi glaciali...

Da 700 milioni di anni fa fino ad oggi il clima del pianeta subì molte oscillazioni. Durante i periodi freddi, i ghiacciai invasero più volte la valle del Garda, già solcata profondamente dal corso di un ripido fiume. Le lingue di ghiaccio durante il loro passaggio operarono un'azione erosiva potente, allargando la valle, levigando le rocce e scolpendole con forme tipiche. Quando i ghiacciai si sciolsero, depositarono il materiale trasportato formando le morene, ben visibili ancora oggi sotto forma di dolci colline nella parte meridionale del lago. Proprio le morene, sbarrando la valle, determinarono la formazione del Lago di Garda.

Il viaggio alla scoperta delle tracce lasciate dai ghiacciai sul territorio può iniziare da Torbole. Imboccando la statale per Nago subito si lascia l'automobile per prendere il ben segnalato e facile sentiero in discesa che in poche decine di metri porta alle Marmitte dei Giganti. Si tratta di grandi cavità cilindriche o coniche che sono state levigate dalle acque che fondevano sotto i ghiacci.

Proseguendo verso Nord si supera Arco e si raggiunge Dro; si seguono le indicazioni per Drena e quindi si svolta a sinistra su un tornante verso il Lago di Cavedine. Le Marocche ci appaiono come una sterminata e lunare distesa di pietre e sassi crollati dalle vicine montagne per il cedere dei ghiacciai. Gli eventi franosi che le generarono furono parecchi, e si sovrapposero gli uni agli altri. I primi sono databili 200.000 anni fa, mentre gli ultimi pare siano avvenuti in epoca storica ed abbiano travolto anche insediamenti umani. Non può mancare una visita alle orme dei dinosauri rinvenute su alcuni dei massi. Per raggiungere le orme, da Dro si segue per Drena e si sale fino al bivio verso il lago di Cavedine; si prosegue per 1 Km circa. Punto di riferimento sono tre massi che chiudono l'ingresso di una stradina sterrata in disuso. Si prende il primo sentierino a sinistra e ci si dirige verso nord per circa 100 m.

Continuando lungo la strada si costeggia il Lago di Cavedine, formatosi intorno al I secolo d.C. per un'imponente frana staccatasi dai monti soprastanti. Si supera Sarche e si costeggia l'incantevole Lago di Toblino con il suo castello che si specchia nelle acque. Si raggiunge quindi Vezzano, dove si troviamo il Parco glaciale "Stoppani". Nella zona sono evidenti le tracce delle azioni dei ghiacciai, che qui raggiungevano circa i 900 metri di altezza: rocce lisciate, montonate, striate, depositi morenici e, soprattutto, i sorprendenti pozzi glaciali. Il ghiacciaio subiva in questa zona delle profonde spaccature dove si incanalavano verticalmente le acque di scioglimento superficiale del ghiaccio; le rocce alla base del ghiacciaio venivano letteralmente "trapanate" dai massi rocciosi messi in movimento in modo elicale dalla forza motrice della cascata. Una decina sono i pozzi visitabili, tra questi il più profondo è il maestoso "Bus dei Poieti": misura un'altezza di m.12,20 e una scaletta in ferro consente di scendere sul fondo e provare sensazioni particolari; in età preistorica il pozzo fungeva da abitazione, riparo e luogo di sepoltura.

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